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Road to Oscars 2023. La Fotografia di "Tár"

Si conclude anche per quest'anno il nostro viaggio verso gli Oscar. L'ultimo film che approfondiremo è Tár.

Tár è un film biografico del 2022 diretto da Todd Field che segue le vicende di cui è protagonista la Direttrice d'Orchestra Lydia Tár.


Florian Hoffmeister è stato incaricato di dirigere l'aspetto fotografico della pellicola. Il suo linguaggio visivo è altamente espressivo e ricco di texture.

Le riprese sono spesso lunghe e senza stacchi, per instillare nello spettatore un senso di disagio proprio affinché si possa percepire una sorta di distacco con la protagonista e la sua storia.


La luce accompagna la considerazione che il film stesso ha di Lydia Tár; nelle prime scene in cui lei compare e dove sembra una donna forte, giusta e carismatica la luce principale è intensa e concentra tutto il potere su Lydia. Nei momenti più intimi e personali, la luce diventa più neutra, mostrandoci il lato più vulnerabile della protagonista.

Quando invece si arriva verso la fine del film, Lydia perde il controllo di se stessa e l'illuminazione sul suo viso è quasi completamente scomparsa, quasi a significare che lei stessa ha ormai perso la luce, a favore di un certo lato oscuro che la trascinerà verso il fondo.

Interessante è proprio il contrasto fra l'ottimo lavoro di Hoffmeister e la volontà di ridurre l'incanto attorno al personaggio di Cate Blanchett.


Il DoP e Todd Field hanno affrontato diverse discussioni lunghe settimane prima di capire quale potesse essere il miglior approccio da seguire per ottenere la giusta fotografia per questa pellicola. La conclusione è stata che bisognava necessariamente abbandonare procedure più standardizzate in favore di alcuni metodi più unici e su misura. Hoffmeister non voleva infatti che la fotografia fosse pulita e ordinata, in aggiunta al fatto che non volesse avere bagliori ed interferenze che potessero minare l'obiettività visiva del film. Questo infatti era veicolo per la linea guida del regista Field. Ci sarebbe comunque dovuto essere un senso di umanità e per ottenerlo ci sono voluti molti e numerosi tentativi ed errori prima di trovare il giusto bilanciamento.

Florian Hoffmeister

Hoffmeister ha infatti impiegato un giorno intero per capire come muovere la camera al meglio, il tutto insieme a Cate Blanchett. Hanno proprio ricreato quasi scena per scena tutto il film per impostare l'attrezzatura in modo ottimale.

Dalle decisioni prese in questo senso, si poteva poi ricavare la corretta illuminazione per i personaggi e per gli ambienti sul set.


Di solito, non viene mossa la camera durante le sequenze di direzione dell'orchestra; il movimento viene riservato per scene dinamiche e di "minore concentrazione" per lo spettatore. In entrambi i casi e per tutto il film viene aggiunto un senso, diciamo, vintage in quanto è fortissimo il richiamo all'analogico nonostante sia stato tutto girato in digitale.


Il DoP riassume in poche parole il design visivo del film, che l'hanno accompagnato per tutto il tempo delle riprese: apparenza ed essere.

Apparenza ed Essere rappresentano i due lati di Lydia. In pubblico sminuisce la sua fama: è spigolosa, imperiosa e dal linguaggio articolato e sofisticato. Nel privato invece, lei semplicemente "è". Hoffmeister voleva proprio sottolineare la differenza fra questi due aspetti attraverso le diverse luci da presentare in scena.

Lydia "appare" quando si trova davanti ad un pubblico, che sia costituito da molte persone o da uno soltanto. In questi momenti, per accentuare questo senso di potenza, viene utilizzata una forte luce principale, anche se ci sono ombre in scena, l'illuminazione prevale sul personaggio. D'altro canto, quando Lydia sta con la famiglia "è", non appare. È fragile, ansiosa, piena di insicurezze e in questi casi la luce è diffusa e soffusa, le ombre sono quasi inesistenti e il contrasto è decisamente diminuito. La luce è morbida e fragile, proprio come Lydia nel privato.

Un impianto luci per una scena girata nell'appartamento di Lydia

Durante le prove dell'orchestra si assiste ad una sorta di intersezione fra i due approcci, in quanto la protagonista è di fronte ad un pubblico di persone che in qualche modo la stimano, ma allo stesso tempo è spoglia di qualsivoglia difesa, mentre dimostra tutto il proprio impegno, tutta la propria passione e tutte le proprie emozioni. Perciò, è illuminata da una luce forte ma con minore opacità, un po' più trasparente, quindi con meno contrasto, tranne nei momenti in cui decide di "apparire" e non "essere".


Questa dicotomia si può notare anche nella scenografia. In pubblico, quando Lydia appare, non ci sono dettagli personali sul set, non c'è proprio posto per i suoi effetti privati. Se ci sono quadri, sono stati appesi da qualcun altro e i mobili sono stati scelti da qualcun altro. Invece, nel suo spazio personale ci sono un mix di culture ed esperienze che si manifestano in diversi oggetti d'arte e di design e nelle fotografie che la circondano.

Il lavoro di un responsabile della scenografia consiste anche in questo: capire la storia e la psicologia dei personaggi e allestire i set proprio seguendo questi profili. Con Lydia Tár però è stato un po' difficile, in quanto il suo personaggio è freddo, distaccato e di difficile interpretazione. Non è semplice imparare a conoscerla, il lavoro è stato quindi abbastanza arduo.


Per quanto riguarda i riferimenti visivi per prepararsi alla realizzazione della fotografia, Hoffmeister dichiara di non aver visto nessun film, ma di voler essere "distaccato" (come Lydia) dal resto delle pellicole campione o affini, proprio per non essere influenzato e per restituire allo spettatore un'esperienza immersiva.

I membri della reale Filarmonica si prestano alla recitazione

Sono state utilizzate diverse lenti in aggiunta a diversi tipi di obiettivo per raggiungere i risultati sperati e sicuramente ha aiutato molto il fatto di poter girare in location realmente esistenti, come la sala da concerto della Filarmonica, sita a Dresda, anche se alcune modifiche si sono rese necessarie (come quella di eliminare temporaneamente alcune postazioni per fare spazio all'attrezzatura cinematografica).


Bene, anche quest'anno siamo arrivati al termine del nostro percorso.

Chi vincerà stasera il premio Oscar come Miglior Fotografia? Restano solo poche ore prima di scoprirlo.

Chissà quali pellicole andremo ad analizzare l'anno prossimo.


Grazie per aver letto il post.


Claudia

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